Il potere curativo delle parole

Il potere curativo delle parole

Sfogliando la rivista Mente E Corpo, numero di giugno 2014, mi sono imbattuta in un articolo che ho trovato molto interessante. In generale il numero della rivista tratta l’argomento “Mal di testa” a me – ahimè – molto familiare! Ad un tratto leggo questo titolo: Togli i pesi dal tuo modo di parlare.

Ebbene sì, si può fare molto a livello di prevenzione utilizzando un linguaggio più sano di quello che abitualmente adottiamo. L’articolo infatti sostiene che l’utilizzo di determinate parole può gettare le basi della cefalea e cronicizzarla. Il nostro linguaggio interiore, la famosa vocina che ci sussurra nella testa, può essere un nemico o un prezioso alleato se ben educato. Ogni volta infatti che pensiamo a quello che ci accade in maniera gravosa, ogni volta che abbiamo pensieri martellanti (curioso che si chiamino così, vero?) o quando abbiamo velleità troppo perfezioniste, ci carichiamo di pesi che poi a lungo andare possono provocare l’emicrania. La prima cosa da fare per concedere alla nostra testa un po’ di tregua è quella di imparare a parlare in maniera più leggera, sana e utile!

Guarda un po’: qualche affinità con la PNL? Andiamo avanti con la lettura.
L’articolo prosegue con un elenco di parole “curative” e parole “cattive”, per esempio: dire molti SE e MA complica le cose, perché di solito usiamo queste parole quando cerchiamo cavilli o solleviamo perplessità. Allora è utile, quando notiamo che ne stiamo abusando, chiederci sinceramente: non è che per caso vorrei dire di no in realtà a questa cosa? Se la risposta è sì… sapete cosa dovreste fare.
Oppure ancora, usare parole come PROBLEMA, NECESSITA’ o URGENZA quando non corrispondono alla realtà, ci fa attivare nel cervello uno stato di allerta, ci predispone ai sacrifici, e ci fa stare con la sensazione di essere costantemente in ritardo.
Ne aggiungo una che non è presente nell’articolo: PROVARE. Questa parola, di cui la maggior parte di noi abusa, implica di per se la possibilità di fallire, di non riuscire a fare qualcosa. Se non è strettamente correlata con l’insorgere o il cronicizzare del mal di testa, sicuramente è un termine da limitare moltissimo quando vogliamo riuscire in qualcosa!

Per alleggerirci un po’ quali sono allora i termini buoni? DESIDERIO ad esempio, così saremo liberi di scegliere di fare le cose che effettivamente vorremmo fare, e LENTEZZA, per contrastare la frenesia che non ci fa gustare i momenti vissuti nel qui e ora.

Dietro il linguaggio e al come lo utilizziamo c’è un mondo. Ora conoscete un modo in più per prevenire il mal di testa! Ma se proprio vi dovesse venire, beh, c’è sempre l’aspirina digitale!

Giorgia Cacciante
Seguimi su
Latest posts by Giorgia Cacciante (see all)