Non esistono fallimenti, esistono solo feedback!

Fallimenti e successi

Non esistono fallimenti, esistono solo feedback!

Stephen King, Oprah Winfrey, Fred Astaire, Michael Jordan, Steven Spielberg, i Beatles, Walt Disney… cosa hanno in comune questi personaggi famosi?
Potrei continuare l’elenco con almeno altri 50 esempi e scommetto che solo pochi di voi saprebbero rispondermi.
Tutti loro potrebbero avere più cose in comune, una è però documentabile: hanno tutti fallito. Chi, queste superstar? Ebbene si. 

Stephen King che rifiutato da ben 30 case editrici prima di veder pubblicato il suo capolavoro Carrie.

Oprah Winfrey si sentà dire che era inadatta e fu licenziata dalla emittente televisiva per la quale lavorava.

Fred Astaire ha addirittura conservato il foglietto con l’esito del suo primo provino, in cui era scritto: “Non sa recitare. Non sa cantare. È leggermente calvo. Sa ballare ma solo un poco”.

Michael Jordan, forse il miglior giocatore di basket della storia, iniziò la sua carriera sportiva al liceo venendo scartato dalla sua scuola perché troppo scarso.

Steven Spielberg fece domanda di iscrizione alla University of Southern California School of Theater, Film and Television, ma gli fu rifiutata tre volte.

I Beatles: scartati da una casa discografica perché il loro modo di fare musica non sarebbe mai diventato popolare.

Walt Disney, prima licenziato per scarsa immaginazione, in seguito si sentì dire che il suo cartone, Topolino, era un fallimento.

Incredibile? Eppure nessuno di loro si è fermato al primo tentativo, e probabilmente nemmeno al secondo, al terzo, al quarto.
Spesso le persone si fermano molto prima di cominciare qualcosa, pensando solo alla possibilità di non riuscire, che è “troppo”, che non ce la faranno mai.
Al contrario, ci sono persone che non solo intraprendono il cammino che li porterà a realizzare il loro sogno, ma che quando incontrano un ostacolo proseguono lo stesso. E qui viene fuori la seconda cosa che hanno in comune tutti questi personaggi famosi: non si sono fermati davanti agli ostacoli.
Cosa distingue queste persone di successo dagli altri?

La PNL (Programmazione Neuro-linguistica) in questo senso mi regala una riflessione che deriva da uno dei suoi più importanti presupposti: non esistono fallimenti, esistono solo feedback.

Probabilmente, ognuno di loro con le dovute personalizzazioni, ha trovato il modo di dirsi qualcosa tipo: ok, ora so cosa non devo fare per raggiungere il mio obiettivo e posso fare qualcosa di nuovo e di diverso! E così via, davanti ad ogni porta chiusa, davanti ad ogni no, hanno proseguito, certi che si stavano avvicinando alla meta.
E se non mi sento un fallito, anzi, se addirittura sono convinto che ogni volta che sbaglio mi sento più vicino al mio obiettivo, che vedo che la distanza si accorcia e che presto potrò assaporare la soddisfazione di avercela fatta… mi carico sempre di più e allora col cavolo che mollo!
Ora io non posso sapere quali parole precise questi signori si siano detti in quei momenti, ma so per certo che l’idea di fallimento alla quale ci hanno educato era qualcosa di molto distante da loro.
Dissociare il fallimento dall’idea di sconfitta irreversibile non solo è possibile, ma è anche fondamentale imparare a farlo per aprirci a nuove sfide e nuove possibilità.

 

Giorgia Cacciante
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