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Cosa abbiamo imparato da Jesse Owens - Skill Academy

Cosa abbiamo imparato da Jesse Owens

Jesse Owens Race film

Cosa abbiamo imparato da Jesse Owens

Amo le grandi storie di sport e quella di Jesse Owens è LA storia per eccellenza, quindi è stato inevitabile andare a vedere RACE – Il colore della vittoria appena uscito.
Per chi non lo conoscesse, Owens dal 1933 si fece conoscere come l’atleta più veloce del mondo e 1936 da atleta nero di un’America profondamente razzista vinse quattro medaglie d’oro alle Olimpiadi di Berlino, sotto gli occhi di Hitler e nel pieno della propaganda nazista.

Non spoilererò il film che comunque ha un suo taglio narrativo, ma se non parliamo del film o della storia di Owens, di cosa parliamo?
Quando vedo i film o leggo le storie di sport cerco sempre di estrarre dei suggerimenti che possono essere utili agli atleti come a chiunque di noi si trovi a prendere una decisione o nella difficoltà di raggiungere un obiettivo personale o professionale.

Chiudo gli occhi ed in questo caso rintraccio come filo conduttore della storia di Owens la continua incertezza sulla sua partecipazione alle Olimpiadi: lui, l’uomo più veloce della Terra, colui che come atleta aveva nel sangue il sogno olimpico, arrivò a dubitare delle sue capacità, ebbe più ripensamenti sull’opportunità di andare all’Olimpiade (“Se vado e perdo? Hitler avrà ragione sulla razza ariana”) e subì molteplici pressioni politiche.
Era pieno di quelle che la PNL chiama convinzioni depotenzianti e che Tim Gallwey, padre del coaching moderno, definì come interferenze esterne teorizzando la formula della performance ideale. Non riusciva quindi a perseguire i suoi obiettivi o ad esprimere il meglio di sé per fattori non dipendenti da lui.
È una situazione che capita frequentemente: agli sportivi, ad esempio per la pressione del pubblico, come ad ognuno di noi quando ci capita di andare in “loop” senza riuscire a prendere o, peggio ancora, prendendola partendo da elementi non utili.

Come se ne esce? Ci sono diversi modi per farlo, ad esempio con l’aiuto di un coach! :-)
Nel film, perché alcuni aneddoti non sono certi, Owens ne esce per tre volte grazie all’aiuto dei “pari”, altri atleti come lui che gli fornirono elementi utili per prendere la decisione: Eulace Peacock, americano che in Patria lo sconfisse due volte, lo convinse ad andare a Berlino; l’avversario tedesco Carl “Luts” Long che lo aiutò nel salto in lungo e gli diede la carica per i 200 metri; i due compagni americani ebrei esclusi per questo dalla staffetta che lo convinsero a gareggiare anche per loro e a vincere la quarta medaglia d’oro.

Cosa possiamo fare?

Jesse Owens ebbe questo aiuto per caso mentre ognuno si può predisporre a gestire situazioni di questo tipo. Ad esempio, se dovete prendere una decisione, parlate con un vostro simile, se siete un atleta con un altro atleta, se siete un imprenditore con un altro imprenditore e così via. Riconoscerete in lui il ruolo potendolo osservare dall’esterno.
In generale, il consiglio è ancora più semplice: scegliete bene le persone che frequentate, perché dal tempo che passate con loro, e dalle aspettative che loro hanno, dipende la qualità della vostra vita.

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Giammarco D'Orazio

Mental Coach in sport e business, formatore, professionista della comunicazione con 20 anni di esperienza. Specializzato in Personal Branding
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