Hiroo Onoda finì la sua Seconda Guerra Mondiale nel 1974

Hiroo Onoda

Hiroo Onoda finì la sua Seconda Guerra Mondiale nel 1974

Nel momento in cui scrivo sono passati pochi mesi dalla morte di Hiroo Onoda, tenente a riposo dell’ex Esercito Imperiale nipponico e divenuto suo malgrado un simbolo di fedeltà fuori dal comune alla sua Arma.

Inviato nel 1944 sull’isola occidentale filippina di Lubang, un centinaio di chilometri al largo di Manila, l’allora 22enne tenente aveva ricevuto l’ordine d’infiltrarsi al di là delle linee nemiche per compiere operazioni di ricognizione e sabotaggio, senza alcun aiuto o sostegno dall’esterno, e quindi sopravvivendo in maniera totalmente indipendente fino a quando non avesse ricevuto nuove istruzioni.
Un anno dopo, com’è noto, il Giappone fu sconfitto, ma Onoda non ne fu informato e continuò pertanto a compiere il proprio dovere al servizio del suo Paese, nascondendosi nel folto della foresta tropicale. Portò avanti così la sua esistenza per diverso tempo ancora, nutrendosi di frutta, radici e delle rare prede che riusciva a catturare, sfuggendo sistematicamente alle pattuglie della polizia locale e persino alle spedizioni giapponesi mandate a cercarlo, che scambiava per nemiche.

Un presupposto della PNL afferma che le persone compiono sempre le scelte migliori per loro sulla base della loro mappa del mondo (che, ricordiamo, non è una rappresentazione fedele al 100% della realtà e non potrà mai esserlo).
Una persona compie una scelta che col senno di poi valuterà come negativa? È stata semplicemente la migliore a sua disposizione in quel momento: se ne avesse avuto un’altra ancora migliore l’avrebbe accettata senza dubbio.
Una persona compie una scelta che noialtri non comprendiamo o non condividiamo? La nostra mappa del mondo è semplicemente diversa dalla sua.

Uno degli scopi della PNL è quello di fornire alle persone degli strumenti per modificare la suddetta mappa (ampliandola, o sostituendone dei pezzi), in modo da avere più possibilità di scelta: pensiamo ad esempio al potere disporre di differenti chiavi di lettura per un singolo episodio (e quindi individuare l’interpretazione più utile per noi), oppure alla possibilità di andare oltre la superficie di ciò che ci viene detto o che diciamo tra noi e noi per poter scovare quei pezzi di informazione mancanti che spesso rappresentano il cuore del problema e che rendono risolvibile una situazione apparentemente senza uscita.

Molto semplicemente, una persona che crede di non avere scelte condurrà per forza di cose un’esistenza a senso unico. Ma una vita ricca, sotto qualsiasi punto di vista, non può prescindere dalla capacità di creare in ogni momento diverse scelte possibili.
Onoda visse così per 29 anni consecutivi. La “sua guerra” terminò solo quando fu escogitato l’espediente di farlo avvicinare da un suo antico superiore, il maggiore Yoshimi Taniguchi, il quale gli annunciò che l’ordine originario era revocato e che pertanto non aveva più alcuna responsabilità da adempiere: era il 9 marzo 1974, e Onoda aveva 52 anni.

Pasquale Renna
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