Ma noi ancora ci crediamo

mano tramonto speranza

Ma noi ancora ci crediamo

Milano ore 18.00: di ritorno da una consulenza in un’azienda, salgo sul taxi e chiacchiero con un amico che non vedo da tempo e che ho approfittato per incontrare.
La giornata è bellissima, c’è un sole primaverile, niente traffico stranamente e il viaggio verso la stazione è davvero piacevole. In azienda è andato tutto molto bene, sto rientrando e a casa mi aspetta il mio futuro marito, non vedo l’ora di arrivare.

Mentre chiacchiero distrattamente, l’autista del taxi riceve una telefonata. Non posso evitare di ascoltare qualche frammento di conversazione, quasi infastidita del fatto che non indossi l’auricolare per parlare al telefono. “Eh sì, la Claudia domani ha un altro intervento, dopo l’ultimo ciclo di chemio è l’ultima spiaggia. MA NOI ANCORA CI CREDIAMO”.
Avete presente quella sensazione di tempo che rallenta, di orecchie come quando sei sott’acqua, di nodo in gola? Ecco più o meno è quello che ho provato al suono profondo di quelle parole, alla visione di quegli occhi speranzosi che sbucavano dallo specchietto, alla percezione di quella stanchezza emotiva che ad un tratto sento un po’ mia.

Quando mi chiedono cosa sono Coaching e PNL per me penso a questo.
Penso allo schiaffo emotivo ricevuto in taxi, lo stesso che ho provato quando iniziando a studiare ho alzato il livello di consapevolezza di me come individuo e come parte di una comunità.
Penso che, come disse la Satir, la vita non è come dovrebbe essere è quella che è, è come la affronti che fa la differenza.
Penso a quelle parole che volteggiano in un taxi: MA NOI ANCORA CI CREDIAMO.
Penso a quante volte e per molto meno ci siamo sentiti sconfitti, delusi e ci siamo arresi.
Penso che dobbiamo prenderci più cura dei nostri pensieri, dei nostri sogni e di noi stessi.

Goderci i momenti, rincorrere la felicità. Anche nelle piccole cose.

Giorgia

Giorgia Cacciante
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